Willy il principe di Bel Air

Chi non si ricorda questo spettacolare, per non dire GENIALE telefilm..chi non si è appassionato e innamorato del bellissimo protagonista..
Chi mai avrebbe potuto pensare che il simpatico, ironico, dolce Willy Smith avrebbe dato via alla sua brillante carriera cosi'?!
Bè si, dopo i Robinson non potevo non dedicarmi alla stramba famiglia Banks -Smith.
Una famigliona composta da papà Philip, mamma Vivian e i tre pargoli, che poi durante la serie diventeranno quattro con l'arrivo del piccolo Nicky, Carlton, Hilary e Ashley, a occuparsi della casa non poteva mancare l'irriverente maggiordomo, che sempre ha da dire la sua, e che, insieme a Willy, creerà delle simpatiche scenette.
A rompre gli schemi di questa composta e tranquilla famiglia americana irromperà il nipote Willy. La vita cambierà di colpo: pigiama party a tutte le ore, ragazze che sbucano da tutte le parti, musica a tutto volume alla domenica mattina... Ma Willy riuscirà comunque con la sua simpatia a conquistare gli zii così diversi da lui.
La serie in Italia è stata trasmessa dal 1992 al 1999 su Italia uno, il titolo originale era The Fresh Prince of Bel Air, questo perchè in America il soprannome in ambito musicale dell'attore e cantante rap Will Smit era, appunto "Fresh Prince".



Sogna ragazzo...

E ti diranno parole
rosse come il sangue,
nere come la notte
ma non è vero, ragazzo,
che la ragione sta sempre col più forte;
io conosco poeti
che spostano i fiumi con il pensiero,
e naviganti infiniti
che sanno parlare con il cielo.

Chiudi gli occhi, ragazzo,
e credi solo a quel che vedi dentro

stringi i pugni, ragazzo,
non lasciargliela vinta neanche un momento
copri l'amore, ragazzo,
ma non nasconderlo sotto il mantello;
a volte passa qualcuno,
a volte c'è qualcuno che deve vederlo.
Sogna, ragazzo, sogna
quando sale il vento nelle vie del cuore,
quando un uomo vive per le sue parole
o non vive più.
Sogna, ragazzo, sogna,
non lasciarlo solo contro questo mondo,
non lasciarlo andare, sogna fino in fondo,
fallo pure tu!
Sogna, ragazzo, sogna
quando cala il vento ma non è finita,
quando muore un uomo per la stessa vita
che sognavi tu.
Sogna, ragazzo, sogna,
non cambiare un verso della tua canzone,
non lasciare un treno fermo alla stazione,
non fermarti tu!
Lasciali dire che al mondo
quelli come te perderanno sempre,
perché hai già vinto, lo giuro,
e non ti possono fare più niente.

Passa ogni tanto la mano
su un viso di donna, passaci le dita;
nessun regno è più grande
di questa piccola cosa che è la vita.
E la vita è così forte
che attraversa i muri senza farsi vedere;
la vita è così vera
che sembra impossibile doverla lasciare;
la vita è così grande
che "quando sarai sul punto di morire,
pianterai un ulivo,
convinto ancora di vederlo fiorire".

Sogna, ragazzo sogna,
quando lei si volta, quando lei non torna,
quando il solo passo che fermava il cuore
non lo senti più.
Sogna, ragazzo, sogna,
passeranno i giorni, passerrà l'amore,
passeran le notti, finirà il dolore,
sarai sempre tu ...
Sogna, ragazzo sogna,
piccolo ragazzo nella mia memoria,
tante volte tanti dentro questa storia:
non vi conto più.
Sogna, ragazzo, sogna,
ti ho lasciato un foglio sulla scrivania,
manca solo un verso a quella poesia,
puoi finirla tu.



Live

L'Isola dei Famosi, il Grande Fratello, La Fattoria....questi sono gli spettacoli che riempiono i palinsesti della tv italiana e non solo, da qualche anno a questa parte questo grandissimo nuovo evento mediatico, chiamato, REALITY SHOW, è diventato il principale accentratore di spettatori, punti di share, audience, e chi piu' ne ha piu' ne metta..fatto sta che chi fa e produce reality è diventato con il tempo Re Mida.
Ormai siamo arrivati chi alla nona, chi alla quarta, chi solo alla settima edizione di questi spelendidi programmi, che, a parte i protagonisti principali, non cambiano gli aspetti fondamentali: amori, litigi, psicopatici, infanzie difficili e via dicendo, tutto per rallegrare l'aspetto voyeristico che alimenta in noi, piccolo e "indifeso" pubblico, alla ricerca di qualcosa di cui parlare, o meglio sparlare. 
Il palinsensto ci bombarda di strisce quotidiane, puntate, flash, polemiche,dibattiti ecc...parafrasando il grande Oscar Wilde"Non importa se parlate male di me, l'importante è che si parli di me" e così ospitate, rubriche, trafiletti sui giornali..insomma siamo circondati!
E pensare che all'inizio come idea non sembrava nemmeno malvagia...
Ora, a proposito di reality show, arriva sui nostri grandi schermi un film che ha già scatenato diverse polemiche, ma che, secondo me, potrebbe portare molte riflessioni, sto parlando di
LIVE, Ascolti record al primo colpo scritto e diretto da Bill Guttentag ( premio Oscar per i cortometraggi-documentari Twin Towers e You don't have to die) con Eva Mendes che recita la parte di una dirigente televisiva capace a tutto pur di vincere il massimo dell'auditel. Nasce così l'idea di questo reality show in cui i concorrenti giocano alla roulette russa, si sfidano sei concorrenti, che non hanno più nulla da perdere, per cinque di loro ci sarà la ricchezza per uno la morte in diretta. Il film e' incentrato sulla determinazione di questa dirigente che fa di tutto per mandare in onda il programma, dal convincere gli inserzionisti pubblicitari al forzare le leggi e le interpretazioni della Costituzione.
In questa battaglia di convinzione Katy Courbet, questo e' il nome della dirigente, esprime in una battuta la fascinazione della morte che da sempre ha accompagnato l'uomo: "Pensateci, dal Colosseo romano, dove c'erano solo posti in piedi, alle folle parigine che venivano a vedere la ghigliottina, gli uomini sono sempre stati affascinati dalla morte e, cosa più importante, dal fatto di assistere alla morte.
In fondo, è la morte la nostra più grande paura, e vederla in faccia, condividerla con altri, parlarne, in un certo senso ci consola, ci aiuta a sdrammatizzare,stempera i toni...
E' solo un film, ma, forse potrebbe essere anche una cruda riflessione..
Siamo davvero disposti a tutto pur di accaparrarci un punto in più di share?






USCITA: 6 Marzo 2009



Lettera a Sanremo

"Caro festival,
tu che hai la fortuna di non essere snob, tu che hai il privilegio di non essere chic, tu che hai il vantaggio, oh quanto vantaggioso, di non essere moralista, tu che, beato te, non hai la puzza sotto il naso, e dire che hai un naso gigantesco, tu che sei la televisione, non so se mi spiego, e, anzi, per spiegarmi meglio faccio presente la suggestiva scenografia, la festosa occasione, lo spettabile pubblico e, insomma, questo familiare rettangolo che incornicia il qui presente con tanto di abito di circostanza, e trucco acconcio.

Non so se ti rendi conto, caro festival, del potere smisurato che hai, il potere, quello vero,mica le parolette dei politici, mica la micragnosa disputa su quattro soldi da spartire, il potere di entrare nella testa e nella pancia della gente tutte le sere, tutti i giorni a tutte le ore, il potere di scegliere se in questo preciso momento ... e un’ora fa .. e tra un’ora ... e ieri ... e domani, il popolo dovrà mangiare merda oppure cioccolata...Nessun pregiudizio contro la merda per carita’, la merda è natura, concima, stimola, parla di noi … Solo che non conosco nessuno, ma proprio nessuno, che dovendo scegliere non preferisca la cioccolata.
A sentire quel che si dice in giro la cioccolata è solo roba per gli eletti, gli intellettuali, gli snob, la cioccolata è di nicchia, è per pochi, è troppo raffinata per il popolo; ma guarda che non e’ mica vero, caro festival, dovendo e potendo scegliere lo snob e il burino, lo chic e la smandrappata, il patrizio e il plebeo, allungano tutti spontaneamente la mano verso la cioccolata, sarà una forma di conformismo,sarà mancanza di fantasia, sara’ la società di massa, sara’ la globalizzazione, o sarà più banalmente che è più buona la cioccolata!.
E dunque, caro festival, tu che sei ben introdotto, tu che frequenti i capi, potresti dire per cortesia a quei signori, quelli che fanno i palinsesti, quelli che decidono i programmi, quelli che dentro questo rettangolo ci mettono la fiaccia, e in qualche caso anche il sedere, potresti dire a lor signori che il popolo ha gusti banali tendenze elementari...e, dunque, poveretto, preferisce la cioccolata, e potresti spiegare bene a quei signori che tutta la merda che la televisione riversa nelle case della gente semplice non solo non è popolare ma avvelena il popolo, potresti dire ai capoccioni della tv che i veri snob,che i veri radical chic, i veri odiatori del popolo sono i venditori di merda, sono solo quelli che parlano di share e audience, mai di bellezza, di giustizia, di ragione e, scusa la parolaccia che pronuncio a bassa voce, non senza essermi cautelato con i miei avvocati, di cultura, cultura..magari è tutta gente che legge Kafka e ascolta Malher, poi, per pura stravaganza, per sfizio intellettuale, per il vizio assurdo di andare controcorrente, la cioccolata la tiene per se e al povero popolo rifila tonnellate di merda, sì!!
Mettici una buona parola festival, tu che puoi, fagli capire che la democrazia vera è cioccolata per tutti, e scusami se ho detto sette volte la parola merda ho un alibi: sono in televisione!"



Michele Serra

Decameron - Il monologo


Il 26 e il 27 Febbraio il Saschal di Firenze ospita
Daniele Luttazzi in
DECAMERON - IL MONOLOGO

Versione teatrale del varietà satirico tv di Daniele Luttazzi, liberamente ispirato al capolavoro del Boccaccio.
Nel 1348, un'epidemia di peste induceva alcuni giovani ad allontanarsi da Firenze per ritirarsi in una tenuta di campagna, dove passare il tempo raccontandosi novelle a tema, molte delle quali licenziose.
Con la varietà lussureggiante della sua materia e dei suoi modi stilistici, l'arte di Boccaccio fondava una cultura laica, autonoma da quella religiosa, libera da pregiudizi.
La satira di Daniele Luttazzi partecipa di questa indole.
Chi fa satira ha, per natura, una funzione eversiva contro il potere, le proibizioni autoritarie, il sacro.
Per un buffone satirico non c'è nulla di fisso, nulla di acquisito. Può dire tutto impunemente perchè si pone fuori dalle regole sociali, mentre fa da specchio alla goffaggine maldestra con cui affrontiamo le forze avverse di un universo inospitale il cui senso ci sfugge. Getta lo scompiglio nell'ordine che abbiamo eretto a nostra difesa, si prende gioco della nostra sicurezza e mette in crisi la presunta oggettività della nostra visione dei mondo. Ci costringe ad ammettere che il confine fra ordine e caos non è così netto come vorremmo. E non è là dove vorremmo che fosse. Il programma televisivo di Luttazzi venne interrotto con un pretesto dopo cinque puntate, nonostante il grande successo.
In questo monologo, Luttazzi propone battute e sketches delle puntate inedite.
Il buffone, colpito da una mazzata, si rialza come niente fosse. E' lo spirito umano, immortale. Facendoci ridere, ci rende liberi.
Decameron-il monologo: due ore di satira purissima. E niente altro.
Fonti: Teatro Puccini

Il giorno della marmotta

Se qualcuno pensava che fosse soltanto una finzione cinematografica rimarra' piacevolmente sorpreso da quello che stamani ho scoperto girovagando su internet... Sono capitata tra le foto del sito della Repubblica e l'occhio mi e' caduto sulle foto di un evento appena accaduto e che mai avrei pensato reale.
Sto parlando del Giorno della Marmotta, evento chiave in cui si sviluppa il film Ricomincio da capo.
E cosi' ho scoperto che realmente questa festa viene celebrata negli Stati Uniti e in Canada fin dal lontanto 2 Febbraio 1887.
La tradizione vuole che in questo giorno si debba osservare il rifugio di una marmotta. Se questa emerge e non riesce a vedere la sua ombra perché il tempo è nuvoloso, l'inverno finirà presto; se invece vede la sua ombra perché è una bella giornata, si spaventerà e tornerà di corsa nella sua tana, e l'inverno continuerà per altre sei settimane.
In Italia questo tipo di evento è riconducibile alla Candelora, anch'essa celebrata il 2 Febbraio, festa in cui la Chiesa Cattolica festeggia la Presentazione del Signore e si benedicono le candele, simbolo di Cristo "luce per illuminare le genti".La Candelora è celebrata anche nella tradizione pagana e neopagana, ed alcuni studiosi rilevano come si tratti di una festività introdotta appunto in sostituzione di una presistente. Chiamata Imbolc nella tradizione celtica, segnava il passaggio tra l’inverno e la primavera ovvero tra il momento di massimo buio e freddo e quello di risveglio della luce. Nel mondo romano la Dea Februa (Giunone) veniva celebrata alle calende di febbraio (nel calendario romano i mesi seguivano il ciclo della luna. Il primo giorno di ogni mese corrispondeva al novilunio (luna nuova) ed era chiamato “calende”, da cui deriva il nome “calendario”).
Nel neopaganesimo Imbolc è uno degli otto sabba principali ed è legato alla purificazione ed ai riti propiziatori per la fertilità della terra

Quando vien la Candelora
da l'inverno sémo fóra,
ma se piove o tira vénto,
ne l'inverno semo drénto
Fonti: La Repubblica, Wikipedia

IAGO

Dopo la reinterpretazione in chiave postmoderna dell'opera di Shakespeare Romeo + Giulietta di Baz Lurmann con un meraviglioso Leonardo di Caprio e una dolcissima Claire Danes, arriva nelle nostre sale un altro grande classico del drammaturgo inglese, questa volta rivisitato dall'italianissimo regista di Come tu mi vuoi Volfango De Biasi.
Si tratta di Iago, ma De Biasi ha ribaltato il dramma shakesperiano vedendo la storia di Otello (famosa ai più) dal punto di vista di, Iago (Vaporidis),che qui vediamo come studente alla facoltà di architettura di umili origini ma di grande talento, e vittima di una serie di ingiustizie. Otello (Aurelien Gaya) è, invece, visto com un aristocratico e raccomandatissimo antagonista del povero Iago.
Non puo' mancare la causa principale di questa tragedia, la bellissima Desdemona (Laura Chiatti) di cui Iago e' perdutamente innamorato e che, a causa sua e delle "cattiverie" di Otello, si ribellerà con spirito vendicativo alle ingiustizie subite, tessendo una serie di inganni e bugie.
Girato nella Venezia dei nostri giorni (il primo ciak lo scorso 15 settembre) ma anche a Padova e Roma, questo film, ha spiegato il trentasettenne regista, "è un'operazione pop, una riscrittura fatta a partire dal testo originario. Credo che i classici appartengono a tutti. All'interno dell'Otello Iago è considerato da sempre il male del mondo, la ragione dell'invidia. Mi sono chiesto perché è invidioso? Ci sarà un qualche motivo. E così ho cominciato a riflettere su una tematica che ci tocca un po' tutti: quella delle raccomandazioni. Nella storia che porto sul grande schermo Iago è innamorato di Desdemona. E' un ragazzo povero, che fa di tutto per far bene il suo lavoro. Ad un certo punto arriva Otello, ricco, bello, raccomandatissimo e gli porta via tutto. A quel punto cosa fare? Soccombere, come nella realtà. O combattere, come in una favola".



USCITA 27 FEBBRAIO


Fonti: Mymovies

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