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4 Novembre 1966 - 4 Novembre 2009

L'alluvione di Firenze è avvenuta nelle prime ore del 4 novembre 1966 in seguito di un'eccezionale ondata di maltempo, fu uno dei più gravi eventi alluvionali accaduti in Italia, e causò forti danni non solo a Firenze ma in gran parte della Toscana e più in generale tutto il paese.

Uno dei principali "misteri" dell'alluvione fiorentina è sempre stato il numero delle vittime: la segretezza ed il riserbo delle autorità sull'argomento fin dai primi giorni contribuirono a far diffondere macabre leggende metropolitane come quella di decine di fiorentini che avevano trovato una morte orribile per essere stati sorpresi dalle acque nel sottopasso di Piazza della Stazione.

Oltretutto i fiorentini asserragliati in casa avevano visto scorrere sotto le loro finestre decine di manichini portati via delle sartorie e dalle boutique del centro, scambiandoli per cadaveri e questo spettacolo aveva rafforzato le dicerie sulla presunta strage. Solo recentemente, l'Associazione Firenze Promuove, presieduta dal Giornalista Franco Mariani e che dal 1996 si occupa delle celebrazioni annuali dell'alluvione, è riuscita a trovare e pubblicare un documento ufficiale della Prefettura del novembre 1966 che fissò in 34 il numero delle vittime, di cui 17 a Firenze e 17 nei comuni della provincia.


L'alluvione non aveva interessato solo la città di Firenze, ma di fatto, con varia intensità, tutto il nord e centro Italia. La forza delle acque, solo in Firenze furono apportati dalla piena circa seicentomila metri cubi di fango, aveva distrutto una innumerevole serie di ponti, reso inagibili molte strade,rendendo assai difficoltosa l'opera di primo soccorso.

L'alluvione fu uno dei primi episodi in Italia in cui si evidenziò l'assoluta mancanza di una struttura centrale con compiti di protezione civile: i cittadini non furono avvertiti dell'imminente fuoriuscita del fiume, tranne alcuni orafi di Ponte Vecchio che ricevettero una telefonata di una guardia notturna che li invitava a vuotare le loro botteghe; le notizie furono date in grande ritardo e i Media tentarono di sottacere l'entità del disastro; per i primi giorni gli aiuti provennero quasi esclusivamente dal volontariato, o dalle truppe di stanza in città: per vedere uno sforzo organizzato dal governo bisognò attendere sei giorni dopo la catastrofe.

Un grande merito nell'opera di sensibilizzazione si dovette ad un documentario dal titolo "Per Firenze" realizzato dal regista fiorentino Franco Zeffirelli, che comprendeva un accorato appello in italiano dell'attore gallese Richard Burton. Giunsero così presto nel capoluogo toscano i primi aiuti, in veste più o meno ufficiale.


Da quella melma apparvero come un miracolo gli “Angeli del fango”, migliaia di giovani provenienti da tutto il mondo che giunsero a Firenze di propria iniziativa per aiutare i fiorentini e salvare il patrimonio storico-artistico della città. Fu grazie a questi ragazzi che furono messe in salvo opere d’arte e libri, letteralmente strappate al fango e all’oblio. I soccorsi infatti tardarono ed il primo contingente organizzato dallo Stato giunse a Firenze solo sei giorni dopo il disastro. Il mondo intero sembrò mobilitarsi per salvare il patrimonio culturale fiorentino. Un grande contributo fu dato da città toscane come Prato, dai comuni della Versilia, da altri comuni e città italiane, dalle forze armate americane di stanza in Italia, dalla Croce Rossa tedesca, da varie associazioni laiche e cattoliche, da alcune federazioni di partiti politici e, ovviamente, dalle Forze Armate Italiane. Aiuti "ufficiali" arrivarono anche dall' Unione Sovietica, dalla Cecoslovacchia e dall'Ungheria.







Fonte: Wikepedia

Associazione Libera - Campi estivi

L'Associazione Libera, nata nel 1995 con "l'intento di svegliare la società civile nella lotta alle mafie impegnandosi a costruire sinergie politico-culturali capaci di diffondere la cultura della legalità". seguendo la legge n° 646 del 13 settembre 1982, nota come Legge Rognoni-La Torre , che prevede la confisca dei beni gestiti dalla mafia: fino al 31 dicembre 2006 sono stati confiscati alla mafia ben 7.328 beni immobili (terreni, edifici, ecc…) Il 36% viene adibito ad aree destinate a fini sociali (sport, giochi, verde pubblico, utilità sociali), il 28% a finalità sociali (edifici per comunità di tossicodipendenti, immigrati, anziani, minori, handicappati, famiglie), mentre il 21% è adibito a finalità istituzionali (uffici giudiziari, scuole, assicurazioni, uffici comunali), si occupa, tra le tante iniziative, di alcuni di questi beni, in particolare dei terreni confiscati, dando vita cosi' a produzioni di olio, farina, vino ecc..


Tutti gli anni vengono organizzati dei campi estivi che rappresentano un'esperienza che sempre più spesso è solo l'inizio o è già parte di un percorso più ampio che i giovani intraprendono nel cammino della legalità, della consapevolezza e dell'impegno nella lotta alle mafie.


I campi vengono suddivisi in diversi momenti: di mattina le attività lavorative per il recupero dei beni confiscati e della loro produttività.


Accanto al lavoro manuale vengono organizzati dei momenti di formazione e informazione sui temi della legalità, dell'uso sociale dei beni confiscati, delle mafie. La sera, infine, diventa momento di incontro e confronto tra i volontari e le comunità locali attraverso iniziative di animazione territoriale e socialità.




Per sapere cosa è stato organizzato per l'estate 2009 visitate il sito : http://www.libera.it/

Da Radio Aut..riflessioni

Fondata nel 1976 da Peppino Impastato a Terrasini, una provincia di Palermo, Radio aut è stata una radio libera, gestita in un regime di totale autofinanziamento.
Già dal titolo della trasmissione "Onda Pazza a Mafiopoli" possiamo capire di cosa parlavano Peppino e i suoi amici ogni venerdì sera, giorno di messa in onda.

Durante queste serate, infatti, venivano denunciati i potenti mafiosi di Cinisi, paese in cui viveva Peppino Impastato, e di Terrasini, riuscendo a farsi ascoltare proprio in questi due paesi speravano di risvegliare gli animi dei siciliani ammorbati dall'omertà di chi sà ma non vuole esprimersi per paura delle conseguenze.

La radio cessò qualche mese dopo la morte di Peppino, che fu assassinto il 9 Maggio del 1978 (stesso giorno in cui venne ritrovato il corpo di Aldo Moro) durante la campagna elettorale, che lui stesso portava avanti nella lista di Democrazia Proletaria, delle elezioni comunali, assassinato con una carica di tritolo messa sotto il suo corpo adagiato sui binari della ferrovia Palermo-Trapani.

Peppio Impastato era un personaggio scomodo, molto scomodo, come lo sono stati Falcone, Borsellino come lo era Padre Puglisi, e questi sono solo alcuni, la mafia si è macchiata di molti altri delitti.

Peppino veniva da una famiglia di mafiosi, si rendeva conto, la viveva giorno per giorno la crudeltà e la vigliaccheria dei famosi "padrini", di coloro che non escono mai allo scoperto, di coloro che rimangono nelle "stanze dei bottoni", che controllano all'interno delle loro ville, tra maniglie dorate e divani di pelle e uccidono, arricchendosi con e sulla sofferenza degli altri e si ribella, e, dopo di lui, anche sua mamma Felicia Bartolotta Impastato e suo fratello Giovanni rompono pubblicamente con la parentela mafiosa e, proprio grazie a loro, viene individuata la matrice mafiosa dell' omicidio di Peppino e il 9 Maggio 1979, Il Centro Siciliano di documentazione di Palermo ( dal 1980 intitolato a nome di Peppino) organizza la prima manifestazione nazionale contro la mafia a cui parteciparono 2000 persone provenienti da tutto il paese.

Noi possiamo essere più forti di loro, dobbiamo prendere esemprio dal coraggio e la forza di queste persone e urlare..contro ogni forma di violenza e di ingiustizia..


" La mafia non è affatto invincibile, è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine.

Purtroppo bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismi da inermi cittadini ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni." Giovanni Falcone


Se volete saperne di più ecco dei link interessanti:


http://digilander.libero.it/inmemoria/lotta_alla_mafia.htm

http://www.centroimpastato.it/

http://www.peppinoimpastato.com/

22 Aprile - Giornata della Terra

Il 22 Aprile è la Giornata della Terra. Una “festività” nata nel 1970 su proposta del senatore democratico americano Gaylord Nelson, con la spettacolare adesione di 20 milioni di americani che si mobilitarono in quello che segnò l’inizio del moderno ambientalismo. L’idea che la preoccupazione per la salute del pianeta e la voglia di fare la propria parte per proteggerla potesse essere simbolicamente rappresentata da una manifestazione collettiva ha avuto da allora un successo crescente.
Quasi quarant’anni più tardi ce n’è più bisogno che mai, e l’Earth Day è divenuto un evento realmente globale. Nel conto alla rovescia che comincia oggi per il 40° anniversario, si inaugura anche la Green Generation Campaign, i cui principi cardine sono un futuro basato sulle energie rinnovabili, la responsabilità individuale e il consumo responsabile, la creazione di un’economia verde che porti posti di lavoro e tolga milioni di persone dalla povertà. Obiettivi ambiziosi, del resto sono in molti a credere, il presidente americano Obama in testa, che la crisi economica vada vista come l’occasione per fare scelte di campo in direzione ambientalista. L’era dello spreco, del consumo smodato e della ricchezza accumulata sfruttando i carburanti fossili per il momento sembra avviata a un rapido tramonto.
Siccome la platea a cui è fondamentale rivolgersi è quella dei giovani, che dovranno farsi da subito protagonisti di un radicale cambio di mentalità rispetto alle generazioni precedenti, l’invito è anche a investire nell’istruzione e nella sensibilizzazione ai temi della responsabilità individuale a partire dai banchi di scuola. Solo così è possibile creare una consapevolezza diffusa di ciò che va fatto per mettere riparo ai danni inferti all’ambiente fino ad oggi. Non si tratta, insomma, di una semplice, per quanto globale, manifestazione di protesta. Lo slogan dell’evento è “Fai la tua parte”.
E per celebrare la giornata della Terra non si contano gli eventi in programma in tutto il mondo. In Italia il più atteso è senz’altro il concerto (a impatto zero, assicurano gli organizzatori) che si terrà a partire dalle 20 in piazza del Popolo a Roma e che vedrà avvicendarsi sul palco Ben Harper and Relentless7, seguiti da Subsonica, Nneka e Bibi Tanga & The Selenites. Il concerto sarà trasmesso da Nat Geo Music (canale 710 di Sky).
E il palinsesto di molti canali Sky sarà in buona parte dedicato all’Earth Day. Il video-shock di Adriano Celentano, “Sognando Chernobyl”, verrà trasmesso alle 22.15 su Sky Uno e alle 23.50 su Nat Geo Music. Si tratta di un video catastrofico che nessuno ha mai visto integralmente e che Celentano ha concesso di mandare in onda. Come mai? ‘’Quale momento più indicato come quello della Giornata Mondiale della Terra - ha spiega Celentano all’Ansa - per far vedere, approssimativamente, cosa potrebbe succedere se il mondo continuasse a camminare nel modo in cui sta pericolosamente rotolando. Me l’hanno chiesto e m’è sembrato giusto aderire con le immagini non troppo consolanti di questo video'’.
I documentari Ghiaccio estremo, I Semi del Futuro, Earth Report 2009 e Oceani, andranno in onda su National Geographic Channel a partire dalle 19. E Sky Tg24 , il canale all-news diretto da Emilio Carelli, dedicherà all’Earth Day l’intero palinsesto. I cambiamenti climatici e i problemi che affliggono l’ambiente saranno al centro di una maratona tv, con ospiti, collegamenti, reportage e interventi di esperti. Anche Radio Monte Carlo, media partner del Nat Geo Music Live, incentrerà l’intero palinsesto sull’evento, con i commenti di Vittorio Feltri, Gad Lerner ed Emilio Fede, opinionisti dell’emittente.
E la Disney ha scelto proprio l’Earth Day per il lancio globale del film Earth - La nostra Terra. Il documentario che racconta la storia della Terra e offre immagini spettacolari che ne celebrano la straordinaria bellezza esce oggi anche nelle sale italiane.

Fonte: Panorama

Il giorno della marmotta

Se qualcuno pensava che fosse soltanto una finzione cinematografica rimarra' piacevolmente sorpreso da quello che stamani ho scoperto girovagando su internet... Sono capitata tra le foto del sito della Repubblica e l'occhio mi e' caduto sulle foto di un evento appena accaduto e che mai avrei pensato reale.
Sto parlando del Giorno della Marmotta, evento chiave in cui si sviluppa il film Ricomincio da capo.
E cosi' ho scoperto che realmente questa festa viene celebrata negli Stati Uniti e in Canada fin dal lontanto 2 Febbraio 1887.
La tradizione vuole che in questo giorno si debba osservare il rifugio di una marmotta. Se questa emerge e non riesce a vedere la sua ombra perché il tempo è nuvoloso, l'inverno finirà presto; se invece vede la sua ombra perché è una bella giornata, si spaventerà e tornerà di corsa nella sua tana, e l'inverno continuerà per altre sei settimane.
In Italia questo tipo di evento è riconducibile alla Candelora, anch'essa celebrata il 2 Febbraio, festa in cui la Chiesa Cattolica festeggia la Presentazione del Signore e si benedicono le candele, simbolo di Cristo "luce per illuminare le genti".La Candelora è celebrata anche nella tradizione pagana e neopagana, ed alcuni studiosi rilevano come si tratti di una festività introdotta appunto in sostituzione di una presistente. Chiamata Imbolc nella tradizione celtica, segnava il passaggio tra l’inverno e la primavera ovvero tra il momento di massimo buio e freddo e quello di risveglio della luce. Nel mondo romano la Dea Februa (Giunone) veniva celebrata alle calende di febbraio (nel calendario romano i mesi seguivano il ciclo della luna. Il primo giorno di ogni mese corrispondeva al novilunio (luna nuova) ed era chiamato “calende”, da cui deriva il nome “calendario”).
Nel neopaganesimo Imbolc è uno degli otto sabba principali ed è legato alla purificazione ed ai riti propiziatori per la fertilità della terra

Quando vien la Candelora
da l'inverno sémo fóra,
ma se piove o tira vénto,
ne l'inverno semo drénto
Fonti: La Repubblica, Wikipedia

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